Τετάρτη, 13 Οκτωβρίου 2010

διαδήλωση ενάντια σε μέτρα της ιταλικής κυβέρνησης με αφορμή την κρίση τα οποία πλήττουν τους εκπαιδευτικούς και τους φοιτητές. Συμμετείχαν 200.000 διαδηλωτές σε όλη την Ιταλία.







GRANDE SUCCESSO DEL NO BERLUSCUOLA DAY


AL 20% LO SCIOPERO DELL’INTERA GIORNATA

A ROMA 30.000 INSEGNANTI,

STUDENTI E GENITORI HANNO ASSEDIATO LA GELMINI



200.000 MANIFESTANTI IN TUTTA ITALIA



Lo sciopero dell’intera giornata indetto solo dall’Unicobas è stato un successo, trainato anche dalle mobilitazioni degli studenti medi. Siamo al 20% sul piano nazionale con punte del 35 a Roma.

Con la cosiddetta “riforma epocale” della scuola Superiore, da questo Settembre hanno tagliato altri 41.200 posti (25.600 docenti e 15.600 ATA), dopo i 57.000 eliminati lo scorso anno. Vogliono distruggere la scuola pubblica distruggendo le risorse umane e negando normali apporti finanziari. Licenziano decine di migliaia di precari, dequalificano l’istruzione “flessibilizzando” i docenti perdenti posto, “riciclati” senza rispetto per le loro abilitazioni e per la qualità della didattica e negano il tempo pieno alle famiglie (cresciuto, ma in modo inadeguato alle richieste e stravolto nell’organizzazione didattica interna). In più, anche con la complicità di CISL, UIL, SNALS e Gilda, Berlusconi & C. hanno bloccato il contratto ed eliminato gli scatti d’anzianità, rateizzato il TFR ed avviato un nuovo stop ai pensionamenti. In tutta Europa, nonostante le note difficoltà finanziarie, nessun governo tocca la scuola, che anzi ottiene finanziamenti ulteriori. In Italia, il Paese che, come dimostrano i recentissimi dati OCSE, spendeva già la percentuale più bassa del prodotto interno lordo per istruzione, università e ricerca, vengono sottratti alla scuola 8,5 miliardi di euro.

Il saldo è peraltro negativo anche sotto il profilo della qualità. Per la prima volta abbiamo un Liceo Scientifico privo del latino (persino Gentile si starà rigirando nella tomba), una drastica riduzione dei programmi di storia nella Primaria, l’impoverimento generalizzato delle ore di italiano, il taglio delle ore di laboratorio persino negli istituti Tecnici e nei Professionali. Il tempo pieno delle elementari italiane è stato destrutturato e non possiede più quella peculiare unitarietà didattica che lo ha reso famoso nel mondo (l’insegnante “prevalente” è una contraddizione in termini). I “moduli” sono diventati una discarica, con gli insegnanti “spalmati” anche su 10 classi (alla faccia della necessità di figure di riferimento stabili. Il “Governo delle tre i” ha addirittura ridotto l’informatica e fatto sparire il bilinguismo nella Media di primo grado. Questa è una scuola minimalista: una vera e propria condanna per un Paese ove il 47% della popolazione in età lavorativa ha al massimo la terza media (dati Istat).

Per quanto riguarda LA CRISI, LA PAGHI CHI L’HA CREATA! Né può accettarsi il massacro del futuro del Paese dopo i regali fatti agli evasori con il condono dello scudo fiscale o l’acquisto di 131 cacciabombardieri F-35, 100 elicotteri NH90 ed altri 121 caccia Eurofighter, che costano da soli 29 miliardi di euro (4 in più dell’intera manovra di Tremonti).

L’ 8 ottobre, data del primo sciopero del nuovo anno scolastico, manifesteremo insieme agli studenti ed ai coordinamenti precari di tutta Italia con manifestazioni in ogni città. Per le vie della capitale l’UNIcobas, i Coordinamenti Precari, l’USI e l’Unione degli Studenti promuovono la manifestazione più importante che, con concentramento alle h. 9.00 dal Piazzale dei Partigiani (Piramide) svilupperà un corteo che arriverà ad assediare il Ministero occupato dalla Gelmini in Viale Trastevere. Qui terremo dalle 12.00 una grande assemblea pubblica. Nella stessa data la CGIL ha indetto uno sciopero orario. Invitiamo la Confederazione a trasformarlo in uno sciopero unitario proclamandolo come noi per l’intera giornata ed a scendere in piazza insieme. Sarà una grande giornata di lotta.
Stefano d’Errico (Segretario Nazionale - 3355272588)


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